Dove nasce la paura del mare

La paura del mare (Talassofobia) e Il mal di mare, così come la paura dell’aereo (Aerofobia), la paura dei cani (Cinofobia) e qualsiasi altra paura sono associazioni mentali, o meglio della mente subconscia con momenti di particolare stress, ansia o di emozioni forti avvenuti in modo evidente o impercettibile durante situazioni particolari.

A volte è la somma di momenti di stress emotivo o psicofisico e, l’ultimo episodio in sé è solo la goccia che fa traboccare il vaso, a volte sfociando persino in episodi di panico.

In altri casi deriva da memorie di esperienze ereditate da nonni o antenati e allora viene utilizzata l’ipnosi regressiva, che riporta indietro al momento in cui si è generata la paura o il problema. Il nostro subconscio non sbaglia, registra tutto, da sempre, processando i dati 40 mila volte più velocemente del nostro cervello sinistro, quello razionale, e, chiedendo a lui… si va sul sicuro!

Il caso di Elisabetta

È successo più volte sia in barca a vela, sia a Zanzibar, durante una delle settimane di Vacanza di Trasformazione Vip Intensive, sia durante i percorsi e le mie sessioni on line via Skype. In particolare ricordo a Zanzibar durante una delle escursioni con il dhoni, imbarcazione tipica locale, Elisabetta desiderava partecipare ma era terrorizzata dal mare, e dal mal di mare.

Ha deciso di venire comunque per stare col gruppo determinata ad affrontare le sue paure, ma il vento non facilitava la situazione. C’erano con noi una coppia di ragazzi aggregati durante l’escursione quasi divertiti dalle sue grida terrorizzate, mentre la barca ci dondolava energicamente.

Ho deciso di aiutarla sul momento, per rendere a lei e a noi più felice l’esperienza.

Così ho utilizzato una induzione ipnotica rapida utilizzando il mio Ipno Coaching e un po’ di ipnosi conversazionale in modo informale, dato che con Elisabetta si stava già lavorando in gruppo e che gli altri quasi non se ne dovevano accorgere.

Ho aiutato Elisabetta a rilassarsi profondamente ad occhi aperti, dato il contesto in barca, ho portato la sua attenzione dalla situazione presente ad un momento particolarmente felice e sereno della sua vita in cui Elisabetta cantava. Due giorni dopo ci siamo ritrovati con gli stessi ragazzi per un’altra escursione più lunga in mare, verso l’isola delle tartarughe e naturalmente ho chiesto ad Elisabetta se volesse partecipare.

La risposta è stata – “Assolutamente Si’ certo!” – Per combinazione la stessa coppia di ragazzi era di nuovo con noi! Guardando Elisabetta e poi me, e nuovamente Elisabetta che cantava allegramente e a squarciagola, con gli occhi sgranati hanno chiesto – “Ma tu sei la stessa di due giorni fa?

Se anche tu soffri di TalassoFobia raccontami la tua storia contattandomi sulla mia pagina Facebook,ti darò alcuni consigli.

 

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